UN PO DI STORIA IL PRIMO COMPUTER MECCANICO

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Harvard Mark I



L'Aiken-IBM Automatic Sequence Controlled Calculator Mark I[1] (abbreviazioni diffuse nel linguaggio comune: "Automatic Sequence Controlled Calculator", "ASCC",[2] "Mark I"), anche noto come Harvard Mark I, è il primo calcolatore digitale automatico.

È stato progettato da Howard Hathaway Aiken, del dipartimento di fisica della Harvard University (Cambridge, Massachusetts, U.S.A.), che venne affiancato nel suo lavoro dagli ingegneri meccanici C. D. Lake, F. E. Hamilton e B. M. Durfee.

Porzione destra dell`elaboratore

Composizione e funzionamento


Dettagli di input/output e controllo
Il Mark I era costituito da interruttori, relè, alberi di rotazione e frizioni. Per la sua costruzione sono stati utilizzati 765.000 componenti e centinaia di chilometri di cavi. Una volta ultimato occupava una lunghezza di 16 m, si sviluppava in altezza per 2,4 m ed aveva una profondità di circa 0,5 metri; raggiungeva un peso di circa 4 tonnellate e mezzo (4.500 chilogrammi).

È stato necessario sincronizzare meccanicamente le unità calcolatrici di base, in modo da farle funzionare grazie ad un asse di rotazione di 15 metri, messo in movimento da un motore elettrico di 4 kW.
Il Mark I poteva memorizzare 72 numeri di 23 cifre decimali ciascuno. Poteva eseguire tre addizioni o sottrazioni al secondo, una moltiplicazione in 6 secondi, una divisione in 15,3 secondi ed un logaritmo oppure una funzione trigonometrica in più di un minuto.

Il Mark I leggeva le sue istruzioni su delle schede perforate e, eseguita l'istruzione corrente, passava alla successiva. I programmi complessi erano fisicamente lunghi. Il ciclo veniva compiuto unendo l'estremità della scheda contenente il programma con la parte iniziale della scheda. Questa separazione dei dati e delle istruzioni è conosciuta come Architettura Harvard.

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